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Le farine: quali sono le differenze?

Scopri come le farine cambiano gusto, consistenza e valori nutrizionali

Entriamo ogni giorno in panificio e diamo per scontato un ingrediente che in realtà è il cuore di tutto: la farina.

Ne esistono moltissime tipologie.

Semplificando, possiamo dire che ogni cereale può essere trasformato in farina e ad oggi, inoltre, troviamo farine ottenute anche da materie prime che non sono cereali.

Ma cosa cambia davvero tra una farina e l’altra? E perché per ogni prodotto ne scegliamo una specifica?

Per ogni pane, dolce o prodotto da forno viene scelta la farina più adatta — e spesso un insieme di più farine — con l’obiettivo di caratterizzare:

  • gusto
  • profumo
  • consistenza
  • colore
  • valore nutrizionale

La scelta della farina non è mai casuale: è una decisione tecnica che fa la differenza nel risultato finale.

 

Il cereale più utilizzato è il grano tenero, nelle sue diverse tipologie:

Farina tipo 00

Farina tipo 0

Farina tipo 1

Farina tipo 2

Farina integrale

La differenza principale tra queste farine è la presenza, maggiore o minore, della parte cruscale, ovvero la parte più esterna del chicco.

👉 Più ci avviciniamo alla farina integrale, maggiore sarà la presenza di fibre e sali minerali.
👉 Nelle farine 0 e 00 troviamo principalmente amidi, perché sono più raffinate.

In altre parole?

Le farine più raffinate risultano più bianche e leggere mentre quelle meno raffinate sono più ricche dal punto di vista nutrizionale e hanno un gusto più intenso.

Il grano duro e la semola

Sempre nella stessa famiglia troviamo il grano duro, caratterizzato dal suo colore naturalmente più giallo.

Lo troviamo sotto forma di:

semola

semola rimacinata

La differenza rispetto alla farina di grano tenero sta nella granulometria, leggermente più grande.

La semola di grano duro:

  • dona maggiore croccantezza alla crosta
  • mantiene la mollica più umida
  • conferisce al pane un colore giallo tenue

È una farina che regala struttura e carattere.

Il farro: il cereale più antico

Il farro è considerato il più antico dei cereali.
È ricco di proteine vegetali e sviluppa un glutine che molte persone trovano più digeribile rispetto a quello del grano tenero.

Si divide in:

  • farro monococco
  • farro dicocco
  • farro spelta

Il suo sapore è più aromatico e rustico, perfetto per chi cerca un pane dal gusto deciso ma equilibrato.

La segale: il cereale di montagna

La segale è tipica degli ambienti montani e può essere coltivata anche a quote più elevate.

Contiene glutine, ma è più complessa da panificare perché contiene enzimi che devono essere disattivati lavorando con paste acide (come il lievito madre).

È qui che si vede davvero l’esperienza del fornaio.

La segale si caratterizza per:

  • elevata presenza di fibre
  • indice glicemico più basso rispetto al grano tenero
  • sapore intenso e leggermente aromatico

La farina non è solo un ingrediente.

Quando scegliamo una farina, stiamo scegliendo:

✔ struttura
✔ gusto
✔ colore
✔ valore nutrizionale
✔ identità del prodotto

La farina è la base, ma è la conoscenza nel lavorarla che fa la differenza.

Perché dietro ad ogni pane c’è una scelta consapevole.

🌾 E tu, lo sapevi?

Conoscevi già queste differenze tra le varie farine?
Oppure hai scoperto qualcosa di nuovo? 💛

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